L'Unità, dal 2009 circa, era diventato il mio quotidiano di riferimento: lì ho visto pubblicate due cose che ho scritto (una da solo, una con Cecilia Alessandrini), lì ho letto le cose belle di Francesca Fornario (con cui ho poi stretto una bella amicizia), di Mila Spicola, di Francesco Costa (che ora seguo al Post), mi sono incazzato per la bruttezza della rubrica "Il Congiurato". Di Francesco Piccolo, poi, ho già parlato.
L'Unità era diventato il giornale che noi, a casa, si comprava più volentieri: scoprire che sta finendo un ciclo, beh, lascia abbastanza sgomenti. E tristi.
A Concita faccio i migliori auguri e i miei complimenti: ha diretto un giornale storico e lo ha tirato fuori da un pantano di una gestione monolitica e incolore (Padellaro, of course, che nel passaggio al Fatto si è dimostrato completamente diverso) con un piglio deciso, moderno, senza mai perdere la leggerezza che la rendeva una delle migliori penne italiane.
Leggo che probabilmente sarà Claudio Sardo a dirigere l'Unità: non lo conosco, e internet non mi aiuta molto in questo. Vedremo.
Io spero non ci sia lo zampino del Partito: sarebbe una mossa completamente inopportuna e priva di senso.
Una considerazione personalissima: a me piacerebbe fare il giornalista, l'ho scritto tante volte. Un piccolo sogno era iniziare a muovere i primi passi in quel mondo nell'Unità di Concita, ho scritto tante volte alla direzione ma non si è mai concretizzato nulla. Peccato, davvero.
PS. Non capisco, come al solito, che cazzo voglia Fulvio Abbate.
PPS. Grazie a Giacomo Pirrone che mi ha segnalato il link scazzato!
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