venerdì 3 giugno 2011

Dead or Alive Dimensions: quando non sono le tette a salvare la baracca




C'è qualcosa che funziona sorprendentemente bene in questo Dead or Alive Dimensions per 3DS.
Certo, chiariamolo subito: niente di epocale, intendiamoci. Però il nuovo gioco del Team Ninja si lascia giocare molto volentieri, e alla fine risulta divertente quanto basta a dare un po' di fiato alla prima ondata (sì, ciao) di giochi per la nuova console portatile di Nintendo.

Il lancio di una console è sempre problematico, ed è per questo che all'uscita si trovano spesso riedizioni, remake, versioni aggiornate di qualche vecchio titolo meritevole di una rispolveratina.
Dead or Alive Dimensions è questa cosa qui: una versione "riveduta, corretta e aggiornata" di quello che finora ha rappresentato la saga di picchiaduro di Temco. E anche un po' di più.
Paradossalmente è il "di più" a convincere meno: la modalità Chronicle, quella esclusiva per questo titolo, è una storia/tutorial pasticciatissima, confusionaria e delirante.
Capiamoci: nessuno qui desiderava una sceneggiatura degna di nota, coerente, fluida, come non si chiedeva un' attenta caratterizzazione dei personaggi - qui si era interessati alle mazzate. Ma è davvero difficile non sorridere davanti alla storiella raccontata dalla modalità Chronicle, che mette in scena pochissimi personaggi, (rispetto al cospicuo numero di personaggi, nella storia trovano spazio quasi solo Hayate, Kasumi, Ayane, Hayabusa, Christie e Helena) che, tra un incontro e l'altro, fanno cose, vedono gente (cattiva) si salvano a vicenda, poi si picchiano, poi si tradiscono, poi si alleano un po' con l'uno un po' con l'altro, e via dicendo, per cinque capitoli.

Il risultato è un' unione di scenette (che si possono saltare, ma allora che te la giochi a fare la modalità?) capaci, però, di mostrare almeno un minimo di direzione artistica quantomeno ricercata: i filmati sono realizzati un po' in CG, un po' con il motore di gioco, e a volte abbiamo delle schermate fisse (nei dialoghi) con solo piccoli dettagli in movimento (i capelli di Kasumi, tanto per fare un esempio).
Il tentativo di realizzare qualcosa di interessante c'è, e anche se non è del tutto riuscito, si può comunque lodare la solidità dell'impianto di gioco.
C'è poco da fare: Dead or Alive Dimensions, pulsanti e croce direzionale alla mano, è un picchiaduro 3D piuttosto ben fatto.
Il gioco è fluido, solido, e l'effetto 3D è piuttosto piacevole, donando una certa profondità a personaggi e ambienti, visibile anche da chi, come chi scrive, è poco stereovisionifico.
Si può obiettare che sì, Dead or Alive non è un picchiaduro molto tecnico: infatti non lo è nemmeno in questo episodio, anzi, risulta sorprendentemente facile da approcciare, ed è possibile vincere molti incontri semplicemente premendo il tasto "A", dando solo calci.

L'abbassamento del livello di difficoltà è una cosa da non sottovalutare, e forse l'altro grande dubbio che può venire una volta visto il numero di modalità di gioco (bassino: Chronicle, Arcade e Sopravvivenza, oltre al multiplayer) è: ma quanto lo si gioca?
In singolo dura pochino, nel senso che la già poco stimolante modalità Chronicle si finisce in fretta, così come la Arcade, complice il già citato livello di difficoltà estremamente abbordabile. Sopravvivenza è, come dice il titolo, "resta in piedi contro X avversari, che ti verranno mandati incontro uno alla volta", che è un'idea originale come il disco dei Last Shadow Puppets.

Lo stimolo del raccogliere i modellini per poi fotografarli viene meno dopo circa dieci minuti (davvero vi interessa fotografare dei modellini di Hayabusa, o di Ayane?), quindi non resta che l'online.
Che, sorprendementemente, funziona benissimo: nessun problema di lag, mai avuto difficoltà a trovare avversari, niente di niente. Forse i tempi di ricerca sono un po' lunghi, ma insomma, non ci si può lamentare troppo.

Se solo durasse un po' di più, fosse giusto un po' più variegato e capace di tenere i giocatori attaccati, sarebbe un grandissimo gioco, specie visto nell'ottica del "titolo di lancio". Ma non è esattamente così, e quindi ci si deve accontentare di un titolo valido, come no, solo un po' semplice e corto. Non è un gran male, e comunque ci si diverte parecchio, specie se vi piace giocare online.

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