domenica 19 dicembre 2010

Caro Segretario

siamo due giovani democratici che questa mattina, tra un’influenza e l’altra, si sono trovati a commentare con sgomento la sua intervista di ieri comparsa su Repubblica e quella di oggi rilasciata all’Unità. Noi capiamo la situazione di emergenza in cui si trova il paese e non vogliamo essere “schizzinosi”: semplicemente non ci fidiamo di chi ha contribuito con le sue scelte politiche a consegnare il paese in mano a Berlusconi portandoci sull’orlo del baratro in cui siamo ora.Ci fidiamo di lei però e vorremmo chiederle di essere accorto: prima il PD faccia scelte programmatiche chiare e forti per il paese, poi proponga le alleanze. Siamo così sicuri che chi è stato sodale di Berlusconi in passato sia così disponibile ad accettare la nostra linea? Che prezzo dovremmo pagare per questa alleanza? Forse quello di rinunciare alla nostra storia, quella di un partito che raccoglie la migliore tradizione democratica italiana? Non ci faccia questo, segretario, non ci costringa a non votare più il partito che abbiamo scelto di contribuire a costruire, per il quale in questi mesi abbiamo fatto il Porta a Porta sotto la pioggia, che abbiamo difeso nei dibattiti con i nostri coetanei cercando di spiegare, cercando di essere noi la risposta all’assalto mediatico di cui siamo vittime da anni, per il quale siamo venuti a Roma solo una settimana fa svegliandoci nel cuore della notte, non ci privi anche lei della speranza di poter lavorare per cambiare questa Italia, ci lasci il PD come spazio per farlo.

Per una volta voi, che siete i nostri dirigenti, ascoltateci: ascoltate noi che dobbiamo votarvi, dateci retta e noi vi stupiremo: vi faremo finalmente vincere. Vinceremo tutti insieme, ma solo con tutti gli altri partiti che condividono le nostre radici e i nostri valori e la strada che il PD deciderà di tracciare. Questi anni sono stati duri per il popolo del centro sinistra, sono stati duri e bui soprattutto per noi giovani, da quando voi avete scelto di inseguire una chimera centrista ci siamo indeboliti sempre di più, e i primi a pagarne le spese siamo stati proprio noi che andiamo ancora in scuole malfunzionanti o in università distrutte, noi che non troviamo casa, lavoro, noi che siamo senza i diritti fondamentali. Noi che abbiamo assistito all’esclusione dal parlamento di quelle forze che avevano le nostre stesse radici a favore di personaggi che, al momento opportuno, hanno pugnalato il partito che li ha candidati e gli elettori che li hanno votati. Noi adesso vi chiediamo di cambiare strategia.: lo chiediamo a voi perché siamo perfettamente coscienti del fatto che il PD sia l’unico partito che potrebbe davvero vincere, se solo riuscisse a ritrovare la giusta voglia di vincere, senza tatticismi esasperati, senza arrampicarsi sugli specchi, senza cercare alchimie che è impossibile trovare. Con Fini e Casini il PD non vince, perché non è quello il suo posto. Il suo posto è in un centro - sinistra democratico, lo stesso posto in cui si trovano i suoi elettori. Pensateci, in fondo non avete nulla da perdere: perché fino ad ora percorrendo questa strada è andata sempre peggio, cambiando radicalmente strategia può solo migliorare. Fidatevi di noi, fidatevi del vostro popolo, prendete coraggio e, siamo sicuri che alle prossime elezioni noi vi stupiremo e potremo finalmente festeggiare insieme la fine di questo incubo.

Enrico Procopio e Cecilia Alessandrini.


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lunedì 6 dicembre 2010

Poliziotti fuori tema?


C'è qualcosa che non funziona nell'ultimo film di Kevin Smith. O meglio: c'è qualcosa che non funziona in tutta la filmografia di Kevin Smith.
Kevin Smith è, incidentalmente, uno dei miei registi preferiti: ho amato Clerks, Clerks II e Dogma alla follia. Ho apprezzato Chasing Amy, ho riso di gusto nella prima metà di Zack & Miri make a porno.

La verità fa male, ma prima o poi bisogna farci i conti: Kevin Smith non sa girare. Kevin Smith sa creare personaggi splendidi, dialoghi brillanti, riferimenti che noi un po' così si coglie, sa muovere la macchina negli interni, si sa arrangiare con due soldi ma no, girare non è il suo forte.
E' un grosso problema? Sì, in teoria, ma non per Kevin Smith. Lui ha un suo modo di fare cinema che non prevede grandi tecnicismi: a lui servono altri elementi per fare un buon film.

Poliziotti Fuori è un film di Kevin Smith, la mano si vede: la gestione dei tempi, alcune inquadrature in interno sono proprio tipiche di Smith. Il modo di dirigere gli attori, la fisicità di Bruce Willis messa a freno in favore di un approccio più dialogico, alcune gag che paiono davvero estemporanee, come se fossero uscite strada facendo, elementi (forse un po' forzatamente) scorretti fanno di Poliziotti Fuori un film perfettamente ascrivibile nella filmografia del tizio grasso.

Poliziotti Fuori ha, più che altro, un grosso problema di identità. Vorrebbe essere una commedia d'azione, quelle col poliziotto bianco infastidito e l'amico nero casinista, vorrebbe essere un film d'azione più serio, ma al contempo avere i dialoghi divertenti quasi in ogni momento.
E poi c'è quel problema lì: Kevin Smith non sa girare le scene d'azione.
Le scene d'azione sono fiacche, gli inseguimenti sono lenti (nonostante l'entrata al cimitero con la macchina): l'ha fatto apposta? Un tratto distintivo, una sorta di firma, "ehi, io non mi chiamo Michael Bay"?

La risposta è una sola: boh. E non importa molto.
La cosa che importa è che, come film, Poliziotti Fuori funziona discretamente. Le battute sono grezze e ignoranti al punto giusto, Tracy Morgan regge la scena da solo, Bruce Willis è sempre un grande e Sean Williams Scott fa una parte che, vi giuro, secondo me l'hanno chiamato dentro perché l'hanno incontrato per strada, e quelle sono le sue cose migliori.
C'è molto dello spirito di Smith nel film, anche se la sceneggiatura non è opera sua. E per chi non lo conosce... Beh, rimane un film divertente, giusto un po' lento (Hot Fuzz gestisce meglio il ritmo, per dire) e decisamente folle, anche per gli standard del film col poliziotto nero e poliziotto bianco.

Un film sicuramente sufficiente, sicuramente meno "Smith" di Zack & Miri ma sempre a fuoco. Forse è una piccola occasione sprecata per Smith (il budget, gli attori, i soldi: li rivedrà?), ma non per chi guarda.
Certo, a patto che sia maschio, nerd e apprezzi il cinema d'azione. Un target un pelo più ristretto di quello di Clerks.