domenica 5 settembre 2010

La difficoltà di essere di sinistra

Contestazione. Contestazione.
Quando ero in prima elementare contestai il voto datomi per un disegno di un leone ("Sufficiente"), dicendo "non sono mica Picasso, sai?".
In terza media il Preside decise che gli alunni erano troppo rumorosi, e che quindi avrebbero dovuto trascorrere i dieci minuti di intervallo in classe. Organizzai una protesta coi fiocchi, con tutte le classi dell'istituto che uscirono nello stesso momento, e con un plotone di coraggiosi andammo pure dal Preside a chiedere la revoca della circolare. Per la cronaca, funzionò alla grande.
In vita mia non ho mai zittito nessuno. Mai. Ho sempre fatto parlare tutti, anche chi diceva stronzate. Al massimo gli ho consigliato di tacere, ma non ho mai prevaricato nessuno.
Ho sentito di tutto. Ho sentito inneggiare al Duce, ho sentito leghisti che tuonavano contro gli immigrati (contro la colf a casa però no), gente che difende Berlusconi a oltranza. Ma mica in tv: questi parlavano con me.
Non li ho mai zittiti, non ho mai parlato più forte. Ho sempre aspettato il mio turno, poi ho parlato e li ho demoliti. Punto per punto, ho spiegato loro cosa non funzionava nel loro ragionamento. Io faccio sempre così: li ascolto, e poi smonto le loro convinzioni. Li zittisco con la forza delle argomentazioni.
In qualche modo, da quando sono nel PD, la cosa è più difficile: in alcuni casi sei costretto a beccarti le contestazioni e a non sapere bene cosa rispondere. E allora le risposte te le procuri da solo. Al Grillino che mi ha detto "il PD si è scordato gli operai!" ho risposto così.

Intendiamoci: io non scendo a compromessi. Su alcuni valori - difesa della Costituzione, laicità, diritti degli omosessuali, per dirne alcuni - non sono intenzionato a indietreggiare, mai. Non sono disposto a farli calpestare da nessuno.
Detto questo, io non avrei fischiato Dell'Utri e Schifani. Ma è un problema mio, perché non sono capace di farlo, sono timido, mi vergogno anche solo ad alzare la mano per fare una domanda (poi però prendo fiato e la alzo, tranquilli).
Non condanno chi ha fischiato: aveva sostanzialmente ragione.
Poi ho letto questo:

Le proteste nei confronti di Dell'Utri sono un segnale positivo, nonostante si cerchi di sminuire l'accaduto con le solite analisi all'italiana. La presa di coscienza della popolazione è sempre più forte. E se personaggi come Dell'Utri vengono cacciati a suon di fischi dalle piazze, forse il risveglio sociale non è poi così lontano. C'è ancora un'Italia capace di indignarsi. Ed è proprio da qui che si deve ripartire.Iniziamo a zittire quelli come Dell'Utri in tutte le piazze d'Italia, perché non è lì che dovrebbero stare, ma in galera.

Sono parole di Antonio Di Pietro. Le ho lette venti volte.
E ho pensato che qualcosa non va.
Perché la contestazione è giusta. La contestazione sistematica e organizzata, un po' meno. Andare piazza per piazza a zittire chi dice cose che tu non pensi è squadrismo.
Facciamo l'analisi parola per parola, vi va?
"Le proteste sono un segnale positivo". Giusto.
"La presa di coscienza della popolazione è sempre più forte". Sì?
"E se personaggi come Dell'Utri vengono cacciati a suon di fischi dalle piazze, forse il risveglio sociale non è poi così lontano". Ah, davvero? E' lo stesso risveglio dei fischi a Prodi? Forse quelli volevano svegliare Prodi.
"Iniziamo a zittire tutti quelli come Dell'Utri in tutte le piazze d'Italia, perché non è lì che dovrebbero stare, ma in galera". Quindi io devo zittire Dell'Utri perché dovrebbe stare in galera? Andare piazza per piazza a zittirlo?
Non è questo il risveglio della popolazione, no. Nello specifico, Dell'Utri è stato invitato a parlare della stronzata dei diari di Mussolini. Se io decidessi di contestarlo lo contesterei perché sta dicendo stronzate, non perché "dovrebbe stare in galera".
Sono impopolare, ma anche chi dovrebbe stare in galera, per me, ha il diritto di parlare liberamente. E, se dice cose false, di essere contestato.

Capitolo Schifani. Ci sono diverse cose da mettere in chiaro, e provo a farlo ora.
Schifani era alla Festa del PD di Torino. Io non l'avrei invitato. Io avrei cercato altre persone con cui dialogare, non certo Renato Schifani. Ma io non decido nulla, e quindi hanno deciso di chiamare Schifani, e posso anche capire e quasi condividere questa scelta, facendo grossi sforzi. In generale, come ho scritto, i miei sforzi sono tesi a mandarlo a casa, non a negargli l'invito alla Festa.
Sono arrivati contestatori - scrivono i giornali - del Popolo Viola (anche se non ho ben capito come si distinguano le persone del Popolo Viola, visto che teoricamente lo sono anche io) e dei Grillini.
L'hanno fischiato, avevano pure le agende rosse, fuori la mafia dallo Stato. E' una cosa giusta, teoricamente, e il messaggio è lodevole.
Ma ieri hanno vinto loro, hanno vinto loro, cioè ha vinto Schifani. Ha vinto Schifani, perché il loro progetto è diventato pienamente operativo. Hanno innescato la guerra civile, hanno incattivito la sinistra, l'hanno compressa e l'hanno fatta esplodere.

E il Pd è colpevole, perché non ha un leader in grado di incanalare questi umori e di farli confluire nella direzione giusta. E a chi fischia e dice cose giuste non sa dare risposte, e fa la figura del complice. E io li sento ridere, Schifani e co., nelle loro oscure stanze del potere (politico, mediatico e ora culturale).
La sinistra non è questo: non sono le dichiarazioni di Beppe Grillo, non sono le dichiarazioni di Di Pietro. La sinistra è quella dichiarazione che non c'è, quella che a Schifani ribatte colpo su colpo. E gli chiede qualcosa sulla mafia.

Update: ora sull'Unità online!

50 commenti:

  1. sempre in gamba proco! ribadisco che mi piace come scrivi! purtroppo sono troppo ignorante in ambito di politica per poter magari scrivere un commento che sia un vero commento.eheheh.
    però,bel post!

    nana :)

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  2. Bravo. Aggiungerei solo una cosa. Quando dici "anche chi dovrebbe stare in galera, per me, ha il diritto di parlare liberamente", bisognerebbe aggiungere che questa cosa - oltre a essere una tua opinione - è scritta nero su bianco sulla Costituzione, senza eccezioni. Non è che la Costituzione si può difendere un giorno sì e un giorno no.

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  3. Procopio, non possiamo indugiare oltre: falsifica la data di nascita sul documento e cadidati. Fallo subito. E disegnati dei baffi finti, Baffi alla Groucho, per sembrare almeno venticinquenne. E candidati. L'ho già detto? Intendevo dire Candidati. Fallo subito. E comunque il disegno del leone ora vale oro: Franca Sozzani lo sta cercando come una disperata in giro per gallerie: diglielo che ce lo hai ancora tu nel cassetto

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  4. Oh, Fornario, facciamo la mozione Procopio, un ticket magari? Fornario-Procopio, e sul palco suoniamo chitarra+batteria immaginaria.

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  5. Peccato che a Schifani le domande sulla mafia non gliele faccia nessuno, e non solo: a nessuno è permesso fargliele. Ci ha provato Travaglio in tv, ma si è beccato una querela.
    Stesso dicasi per Dell'Utri: solo interviste telecomandate, sembrano gli incontri concordati dei vecchi pugili (attento a fare il paio con Prodi, lui una condanna in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa non ce l'ha).
    Scrivi davvero molto bene, ciao

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  6. CoB, hai ragionissimo. La "dichiarazione che non c'è" è molto lunga, e comprende un sacco di cose, tra cui quelle che hai ricordato tu.
    Però ribadisco: Prodi non aveva la condanna, ma i fischi erano forti lo stesso.

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  7. Bella raffica di riflessioni. Complimenti!!

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  8. Bel post, Enrico. Ti rispondo con Romano Prodi:

    Secondo Prodi si è trattato di "un attacco di propagandisti": "Quando siamo arrivati - ha raccontato il presidente del Consigl...io - abbiamo visto che eravamo attesi da un gruppo di propagandisti, appartiene alla democrazia, anche se non ho sentito contenuti ma solo insulti. Agli insulti non si risponde, si continua la visita. Guai se la democrazia si ferma davanti agli urli organizzati".

    Capito? Perfino i propagandisti organizzati appartengono alla democrazia. Figuriamoci dei liberi fischiatori. Perché non penserai mica che fra Popolo Viola, grillini e agende rosse non ci siano anche (tanti) elettori del PD? Se fosse stato possibile fischiare e contestare Gheddafi, quanti di noi - noi gente per bene, quelli che di solito non fischiano gli altri - non lo avrebbe fatto? Io spero davvero pochi. Lo stesso dicasi per Ahamadinejad. "Libero fischio in libero Stato" lo disse Sandro Pertini, non Benito Mussolini.

    Capitolo Fassino: ha definito i fischiatori "squadristi". Enrico, promettimi una cosa: quando vedi Fassino gli spieghi che:

    a) Gli squadristi non fischiavano mai nessuno. Semmai riempivano di botte e alle volte uccidevano. Cosucce diverse.

    b) La storpiatura dei termini è il frutto avvelenato dell'egemonia culturale berlusconiana, alla quale il PD è succube. Dal 1994 chiunque si oppone a Berlusconi è chiamato "comunista". Sarebbe carino se i dirigenti e i militanti del PD evitassero ora di dare dello "squadrista" a chi fischia, del "fascista" a Beppe Grillo, dell' "anti-politico" a Di Pietro e così via.

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  9. Ma vedi, anellidifum0, io non voglio essere uguale a chi fischiava Prodi. Perché la mia parte politica è (e deve essere) diversa. Io li voglio fregare sui contenuti, voglio sentirgli dire tutto quello che hanno da dire e poi smontarli, pezzo per pezzo, frase per frase.
    Per ora non posso, perché il mio Partito non è capace di dare delle risposte. E questa è una colpa che peserà su questa classe dirigente, hai ragione.

    "La storpiatura dei termini è il frutto avvelenato dell'egemonia culturale berlusconiana, alla quale il PD è succube. Dal 1994 chiunque si oppone a Berlusconi è chiamato "comunista". Sarebbe carino se i dirigenti e i militanti del PD evitassero ora di dare dello "squadrista" a chi fischia, del "fascista" a Beppe Grillo, dell' "anti-politico" a Di Pietro e così via."

    Ah, ma se cavalchi certe tigri poi il rischio di beccarti nomi del genere c'è. Anche per fare la rivoluzione ci vuole misura. Perché a dire che son tutti uguali (Grillo) poi vince sempre il più uguale. ..

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  10. Sì Enrico, ma il punto è che Grillo dice che son tutti uguali ma poi presenta un suo movimento politico alle elezioni che, secondo lui, è migliore di tutti gli altri. Quindi non è qualunquismo, e non è di certo nemmeno anti-politica. E' solo politica fatta da un avversario di enorme successo presso il tuo ex elettorato. Un avversario che sarà bene cercare di capire come contrastare oppure come farselo amico, perché anche lui ti sa smontare pezzo per pezzo e i pezzi sono quegli 80.000 voti presi in Piemonte, per dire.

    Bada che non voto M5S e non intendo votarlo in futuro.

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  11. Ma io son d'accordo con te, qui manca un'analisi efficace della politica di Beppe Grillo. Però il discorso sul linguaggio, se mi permetti, non può valere solo per i dirigenti del PD.
    O Beppe Grillo è esente? Sbaglia Berlusconi, sbaglia il PD ma Beppe Grillo no?

    E però attenzione, chiedo una cosa (e non è retorica): sei sicuro che Beppe Grillo sarebbe d'accordo con noi che diciamo che lui "fa politica"? No, perché in questo caso dovrebbe sciogliere alcune ambiguità anche lui, per dire (è un leggere OT, ma già che ci siamo..)

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  12. Che dire? Enrico centra un punto fondamentale del discorso politico italiano; che cosa ci distingue veramente dallo squadrismo/stalinismo ideologico, culturale e pragmatico di Berlusconi e del berlusconismo? Noi ci confrontiamo con i nostri avversari, accettiamo volentieri la discussione per dimostrare la fondatezza delle nostre tesi. Berlusconi non lo fa, e non lo fanno neanche Grillo e Di Pietro, perchè qui sta il punto : chi fonda la propria avventura politica esclusivamente sugli slogan, sul carisma personale, sul leaderismo, sulla demagogia, non ha argomenti : per risolvere i problemi, questi personaggi propongono il marasma, la distruzione,la violenza ideologica, l'uso delle maniere dure e spicce. Ma non hanno niente di cui discutere, perchè se si provasse a discutere con Berlusconi o Grillo di politica economica per esempio, non ci si caverebbe un ragno dal buco. Sono persone che fondano la loro forza esclusivamente sul consenso plebiscitario e sull'ignoranza politica, per questo come dice Enrico,Berlusconi va annientato su ciò che non ha fatto mai da quando è sceso in campo, cioè politica; bisogna mettere lui e i suoi ciambellani di fronte ai disastri che hanno lasciato in Italia, e sbugiardarli su tutti i fronti : questo deve fare la sinistra italiana; chapeau, Enrico.

    Matte

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  13. Ringrazio Matteo per i complimenti. Per chi non ci conosce di persona, noi due si litiga più o meno una volta sì e l'altra pure (di solito mi spalleggia Pier, ma qui non si è visto, mannaggia).
    "Che dire? E' un bel casino, a parte tutto. Matteo dice:
    "perchè qui sta il punto : chi fonda la propria avventura politica esclusivamente sugli slogan, sul carisma personale, sul leaderismo, sulla demagogia, non ha argomenti : per risolvere i problemi, questi personaggi propongono il marasma, la distruzione,la violenza ideologica, l'uso delle maniere dure e spicce. Ma non hanno niente di cui discutere, perchè se si provasse a discutere con Berlusconi o Grillo di politica economica per esempio, non ci si caverebbe un ragno dal buco."
    E mi sembra che tocchi un nervo scoperto dei democratici: vogliamo star da soli, ché questi ci piacciono meno, o vogliamo dialogare e trovare i punti comuni? E questa è una discussione che dovremo affrontare anche noi a livello locale.
    Prepariamoci.

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  14. Matteo, ti prego, almeno tu che sarai giovane quanto Enrico, combatti con la tua cultura l'egemonia culturale del berlusconismo. Non usare termini precisi con significati falsi e falsati. "Squadrista" è chi mena, chi uccide, chi appicca il fuoco alle sedi altrui. Non in senso metaforico, in senso letterale. Gli squadristi non fischiano nessuno. Non vanno alle feste del PD con l'intenzione di porre domande a Schifani e, se respinti, non rimangono civilmente a fischiare e a fare coretti.

    Perché se dipietristi, grillini, agende rosse, girotondi, intellettuali di sinistra, radical-chic eccetera diventano, come dice Fassino, "squadristi", cioè se il vostro elettorato di riferimento diventa per bocca di Fassino e tua e di altri come te "squadrista", significa che viviamo tutti nell'incubo creato da Berlusconi, dove chi non dice ciò che dico io è un "comunista" o uno "squadrista".

    Io ieri avrei contestato Schifani per un milione di motivi. E sono un insegnante universitario di 36 anni, non uno sbandato punk-a-bestia di via del Pratello, per rimanere in geografie a voi vicine.

    Vi lascio con la citazione di un signore che fu partigiano e poi Presidente della Repubblica: "Libero fischio in libero Stato". Sandro Pertini.

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  15. Enrico, sul fatto che nel PD manchi pressoché del tutto un'analisi politica seria sull'entità del fenomeno M5S, siamo pienamente d'accordo.

    L'analisi sul lessico usata da Grillo si può anche fare, e si può giudicare il suo come un linguaggio POLITICO che fa della parodia e dell'intersecazione con il comico e il dissacratorio e a volte anche il volgare (inteso come turpiloquio) uno stile innovatore della politica. Faccio notare che Bossi si esprime in modi molto più violenti e feroci, anche tramite gesti tipo dito medio alzato, e così Brunetta e così diversi altri politici. Leggetevi gli scambi fra PCI e DC del 1948 e vedrete quanto forti e feroci fossero le polemiche di allora.

    Detto che il M5S si esprime in modo diverso da quello del piddino medio, possiamo passare all'analisi dei contenuti di ciò che dicono, a come fanno a prendere così tanti voti su quei contenuti e con quel linguaggio, o vogliamo solo discutere di quante volte dicono "vaffanculo"?

    Su Di Pietro: sarà più importante che parla sgrammaticato, o che dice cose che trscinano il popolo della festa del PD all'applauso in piedi? E' retorica in senso negativo, quella? Ne siete proprio ma proprio sicuri?

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  16. Aspetta, aspetta, un attimo. Io non penso che Grillo e Bossi siano sullo stesso piano, anzi. Come non penso che Di Pietro sia semplicemente uno "che parla sgrammaticato".

    Chiarisco la mia idea: io voglio una coalizione di centro-sinistra. La voglio con Di Pietro e senza l'UdC, e voglio parlare con il M5S - io critico Beppe Grillo per alcuni aspetti, non il suo partito, con cui pure si potrebbe e dovrebbe dialogare.

    Non fraintendermi: io sono molto aperto a chiunque abbia buone idee. Però ecco, qualche appunto sul linguaggio mi permetto di farlo :D
    (bella discussione, comunque)

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  17. Riflessione avvilente, tre punti.

    1) "Ci sono diverse cose da mettere in chiaro, e provo a farlo ora.
    Schifani era alla Festa del PD di Torino. Io non l'avrei invitato. Io
    avrei cercato altre persone con cui dialogare, non certo Renato
    Schifani. Ma io non decido nulla, e quindi hanno deciso di chiamare
    ...Schifani, e posso anche capire e quasi condividere questa scelta,
    facendo grossi sforzi."

    In questa frase c'è condensato tutto il male del PD, tutte le responsabilità di VOI militanti per il fatto di avere dirigenti inconcludenti, corrott e perdenti. Vi meritate quelli che invitano Schifani, ve li meritate perché non li contestate.

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  18. 2) "La sinistra è quella dichiarazione che non c'è, quella che a Schifani ribatte colpo su colpo. E gli chiede qualcosa sulla mafia."

    La RAGIONE per la quale Schifani va ad una festa del PD risiede nel fatto che NESSUNO gli chiede qualcosa sulla mafia, NESSUNO, nemmeno in quella sede. Per questa stessa ragione c'è qualcuno che va lì e CONTESTA, dopo che gli era stato impedito pregiudizialmente di entrare e partecipare ad un "dibattito" che non esisteva.

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  21. Non vedo l'ora di incontrarti al prossimo seminario tenuto da Bernardo Provenzano, non vedo l'ora di sentire cosa ha da dire e poi fargli ficcanti domande sulla sua appartenenza a Cosa Nostra (sempre che non ci sia anche Fassino sul palco, in quel caso non si potranno fare domande).

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  22. Avvilente, addirittura, D'altra parte non si può piacere a tutti. Simak11, se sei vero e non un troll, io ti rispondo così:
    "In questa frase c'è condensato tutto il male del PD, tutte le responsabilità di VOI militanti per il fatto di avere dirigenti inconcludenti, corrott e perdenti. Vi meritate quelli che invitano Schifani, ve li meritate perché non li contestate."
    Sì, può essere.
    "La RAGIONE per la quale Schifani va ad una festa del PD risiede nel fatto che NESSUNO gli chiede qualcosa sulla mafia, NESSUNO, nemmeno in quella sede. Per questa stessa ragione c'è qualcuno che va lì e CONTESTA, dopo che gli era stato impedito pregiudizialmente di entrare e partecipare ad un "dibattito" che non esisteva."
    E' vero. L'ho scritto io.
    "Non vedo l'ora di incontrarti al prossimo seminario tenuto da Bernardo Provenzano, non vedo l'ora di sentire cosa ha da dire e poi fargli ficcanti domande sulla sua appartenenza a Cosa Nostra (sempre che non ci sia anche Fassino sul palco, in quel caso non si potranno fare domande)."
    Bella, ci si vede lì, io porto i panini!

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  23. "Ora, se non hai ancora capito la ragione per la quale uno così va sistematicamente CONTESTATO e CACCIATO dalla pubblica piazza, il problema è tutto tuo. Anzi, mi contraddico, è nostro perché tu rappresenti la "futura classe dirigente del PD" e nella migliore delle ipotesi (per te) sei una fotocopia degli idioti che lo sono ora. La peggiore non te la scrivo che mi spiace essere offensivo."
    No, dai, la voglio sapere invece, racconta tutto. Sto già ridendo sotto i baffi che mi son fatto crescere per assomigliare a D'Alema.

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  24. Google continua a cancellarmi il terzo punto, ma vabbè, l'hai letto tu, va benissimo così.

    "No, dai, la voglio sapere invece, racconta tutto. Sto già ridendo sotto i baffi che mi son fatto crescere per assomigliare a D'Alema."

    Non assomigli a D'Alema, assomigli ad uno che ha da 20 anni D'Alema nel suo partito e gli prepara i panini alla Festa dell'Unità.

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  25. Mi dispiace, non sono io a cancellarlo. Mandamelo su enrico.procopio@gmail.com che te lo pubblico dal mio.
    E pensa che ne ho solo 18, di anni. Ma tu mi fai un'accusa importante, e ora mi devi motivare PER BENE, senza toni urlati, cosa non va nella mia analisi.
    Perchè sembri un troll pagato da Berlusconi per screditare i grillini cazzo.

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  26. Bene, anche io vorrei una coalizione fatta da SeL-IDV-M5S e parte dignitosa del PD. Non credo però, in tutta onestà che sia realistico oggi come oggi per responsabilità più della povertà d'analisi dei dirigenti del PD che di altri (i grillini, per esempio, che cmqe hanno le loro responsabilità, ma minori).

    Credo anche che il nuovo partito di Fini costringerà il PD a scindersi ancora: da una parte i catto-dem che pensano che un bambino è meglio rimanga in Africa anziché andare in adozione a due gay, e dall'altra chi è nel XXI secolo, in Occidente, e sostiene il diritto al matrimonio per tutti, purché adulti e non consanguinei, e sappia che il diritto all'adozione è un diritto umano anzitutto del bambino orfano e poi anche del genitore privo di prole. A prescindere che il bambino o il genitore siano etero, bisex, omosex eccetera.

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  27. Sì la discussione nostra è bella, Enrico. Tu, a differenza di Francesco Costa non censuri le mie osservazioni quando sono stringenti. :-)

    Alla fine è facile confrontarsi e prendere ciascuno un po' delle ragioni dell'altro, se c'è predisposizione al sapere che nessuno di noi due ha la verità in tasca. Ciò che a Costa non riesce. Per lui chi applaude un fenomeno politico che lui non capisce è vittima di "degenerazione e frustrazione".

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  28. Brutto scenario, quello della scissione. Sia con scissione che senza scissione.

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  29. (sì, la spiego, la spiego. la litigiosità dei dirigenti del Pd è mitologica.
    quando leggi un teodem che minaccia la scissione dici
    a) "ma dai, vattene, e basta".
    poi però ti ricordi che il pd non nasce per essere il PDS, e allora passi all'opzione
    b) il dialogo interno è fondamentale.
    che è quella corretta, almeno per me.

    ma qualche militante non la pensa così. ci vorrebbe una dirigenza capace di coniugare intelligentemente le due anime. anzi, due dirigenze: una della corrente "laica" e una della corrente "cattolica".
    quando ne trovate una fatemi un fischio)

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  30. quello che fai tu è un ragionamento non applicabile alla realtà...
    la realtà è fatta da gentaglia come Schifani e la casta che rappresenta e dei tuo BEI ragionamenti se ne fregano bellamente...
    Se uno vine ti mena ti sputa in faccia e ti umilia tu che fai? rispondi pacatamente...serenamente e con il dialogo...provaci e poi vedi il risultato.
    Credo che a nessuno razionalmente piaccia il conflitto aspro e duro , ma a volte tocca è inevitabile..l'alternativa è soccombere...
    questo tuo ragionamento se pur apprezzabile dal punto di vista dell'onesta degli intenti è perdente,non contemplare la legittima di fesa di fronte al tiranno di turno rafforza il tiranno la storia ci porta 1000 esempi in proposito
    paolo papillo , blogger

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  31. Cosè che differenzia l’uomo da gli ANIMALI, da persona ignorante mi sono posto spesso questà domanda, arrivando alla triste conclusione, che è meglio, non pronununciarmi, per non offendere nessuno. Dopo varie riflessioni sono arrivato a capire, che se non cominciamo ha disconoscere, tutto ciò che divide, vedi i partiti, che creano spaccature col sogno di falsi ideali, con lunico intento, di creare confusione per il raggiungimento dei loro obbiettivi. Se ci guardiamo intorno , tirando le conclusioni, la verità appare nella sua concretezza. Il regno ANIMALE si differenzia dal nostro mondo, perché privo d’ipocrisia, d’egoismo, e sete di onnipotenza. ha differenza de l’essere umano, è guidato da l’istinto della NATURA. E la differenza, e ben visibile, non ci sono appartenenti alla stessa razza, che primeggiano, ha danno dei suoi simili. la differenza che esiste frà gli esseri umani guidati da l’ipocrisia madre di tutti i mali, è esattamente l’opposto. Lascio il tutto al vostro giudizio. NESSUNO1°

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  32. La giustificazione del "boomerang per la sinistra" non mi è mai piacuta: il problema è che non basta che ci sia un solo leader che sappia incanalare questi umori. Non diventiamo succubi dell'idea che solo attorno ad una personalità forte si possa creare un partito "competitivo" (gentilmente elargitaci da sedici anni di berlusconismo nel quale tu e io,classe 1990, siamo nati).
    Ciò che mi disarma di più è l'assimilazione di tante persone che dovrebbero "stare dalla nostra parte" ad un modello politico vuoto, privo di contenuti e pieno di politichese, giochi di potere, poltrone.
    Non si spiega altrimenti la paura con la quale molti giovani politici si affacciano al confronto con la folla. Paura del dissenso, della critica: paura che una massa di beceri rovini quella complicata e meravigliosa trama di palazzo tessuta per avere un posto al sole.
    Meno male che alcune persone mi fanno ancora venir voglia di votare PD: Civati, Renzi, Serracchiani.
    Gente che grazie al cielo qualche idea e qualche valore ce l'ha, e non si limita a tentare di ricalcare le opache figure sinistrorse palesatesi in parlamento negli ultimi quindici anni.
    Tutto questo per dire che bastava dar la possibilità a quello sparuto gruppo di persone di fare qualche domanda: solo dopo aver dato loro questa disponibilità sarà possibile confrontarsi sul modo in cui è stato fatto (incivile?maleducato?). Perchè escluderle a priori dal dibattito?
    Non mi resta che pensare che qualche importante dirigente, temendo che crollasse il suo idilliaco progetto di Festa, abbia allontanato questi facinorosi per prevenire ogni possibile disgrazia. Questo si che sarebbe un "boomerang" per qualsiasi persona che possa ritenersi di sinistra.

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  33. Complimenti, bel pezzo. Un buon segno.
    http://massimomarini.blogspot.com/2010/09/ho-18-anni-sono-di-sinistra-ma-non-urlo.html

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  34. Leggendo sul sito http://www.violapiemonte.org/ si vede come un confronto con l'ospite Schifani qualcuno lo voleva tenere... Le domande sulla Mafia le volevano fare... Tranne poi essere trattati così:
    "Quello che più ci lascia di stucco è l’atteggiamento della dirigenza del PD che, dopo aver schierato i suoi “bravi” (la security dell’evento) per impedirci l’accesso inizia una spiegazione quanto meno farneticante (qui la nostra registrazione trasmessa ieri in streaming audio-video ) per trasformare in qualcosa di accettabile quello che a noi continua ad apparire incredibile: la nostra totale esclusione dalla platea, con un invito ad andare altrove e la precisazione che “qui non c’è nessun dibattito, entra solo chi sta zitto”. Ancora una volta spettatori, non cittadini, ancora una volta la videocrazia vince."

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  35. Mi piace il dibattito che si è creato, sono contento di questo tipo di discussioni, moltissimo. Stasera risponderò a tutti, a G, a Luca, all'anonimo e a paolo: non voglio lasciare indietro neanche uno spunto.
    Ma la fidanzatina è appena tornata dal mare, e mi reclama! :D

    (grazie, Massimo!)

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  36. Avevo le idee confuse sui fischi a Schifani. Il cuore mi diceva: "Hanno fatto bene", la mente tutt'altro. Dopo aver letto il tuo post ho le idee più chiare, e non posso che darti ragione, dalla prima all'ultima parola. Grazie davvero.

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  37. Bravo Enrico. Nove anni fa ero molto più scemo di te: si vede che la tua generazione ci mangerà in testa, per nostra fortuna.

    Non dimenticatevi di insegnarci a essere migliori.

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  38. Beh per chi avesse voglia di leggere un'opinione diversa da quella dell'amico (e compagno) Enrico:

    http://anellidifum0.wordpress.com/2010/09/05/libero-fischio-in-libero-stato-pertini/

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  39. caro Enrico, ho letto questo tuo post e son contento di pensare che ci sono ancora persone che pensano, analizzano, parlano. e sono piu' contento nel pensare che tu abbia 18 anni. Io ne ho 31 di piu', e tra i miei coetanei faccio fatica atrovare tanta lucidita' di anlaisi (spesso anche in me......)Bravo belle considerazioni

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  40. Ciao e grazie!! Veramente grazie, mi dai la speranza , che non è poco.
    Ho sempre votato e mai sono stata orgogliosa di averlo fatto ... ho dato il potere di cambiare le cose a persone che in realtà non volevano cambiarle ma solo far parte di una casta privilegiata e sinceramente con le nuove generazioni lo sconforto mi ha preso sempre più.
    Ho creduto molto nel tuo partito quando era stato fondato e vederlo fare la fine di tutti i partiti sotto una gerontocrazia, che non ne vuole sapere di lasciare la propria poltrona mi ha molto deluso. Spero tanto in politica adesso incomincino ad esserci persone più simili a te e che con il tempo tu non venga corrotto dalle solite logiche di potere.

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  41. La sinistra c’è, Enrico. C’è e ha tanti volti. C’è nei suoi esponenti politici, ma soprattutto c’è nella gente comune, che resiste ogni giorno nel fronte della vita e si specchia negli occhi dei giovani come te. Migliaia di occhi un po’stanchi che vorrebbero passarti il testimone nel migliore dei modi per lanciarti verso il futuro, verso la vittoria forse, di sicuro verso la vita e con la voglia di lottare con te senza paura, anche e soprattutto nei momenti difficili come il presente. Grazie Enrico.

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  42. L’azienda ITALIA e i suoi amministratori, in 62 anni di politica del mangia mangia,è arrivata al capolinea. se non interveniamo drasticamente ,questi (signori) hanno tutto l’interesse di portarci al fallimento. quando l’economia si ferma ,l’unico modo per riattivare la ripresa è portare il popolo hai primordi ,per fare si che la storia infinità non abbia mai fine. Penso sia giunto il tempo del cambiamento, che possa una volta per tutte stabilire quell’ ordine di qui abbiamo bisogno, ordine che questi (signori) non saranno mai in grado di darci ,essendo esseri discutibili. l’onestà non sanno cosa sia . vorrebbero cambiare la costituzione, plasmandola al loro uso e consumo, la costituzione con le sue leggi ,se vengono applicate vanno bene cosi come sono. Cominciamo eliminando i partiti che creano solo confusione, mettendo gli uni contro gli altri, senza partiti non c’è più bisogno del parlamento, eliminando costi e privilegi vergognosi, creati per sé e le lobby che rappresentano. L’ITALIA ha bisogno di ristrutturazione e di tagli, come avviene in qualsiasi azienda in difficoltà, i tagli da apportare , sono quelle cose inutili che hanno creato il deficit attuale, che i giovani si troveranno a pagare . assottigliando le regioni e i comuni si eliminerebbero altri costi inutili . sostituendo tutto con veri esperti, con contratti a scadenza, come avviene in tutte le aziende, con l’obbligo di controlli periodici sul loro operato, in caso di danni , dovranno rispondere di persona ,rifondendo i danni. Solo cosi potremo col tempo risanare i danni di questi sciacalli. NESSUNO1°

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  43. non ne ho molta di fantasia. Perché credo che l’utopia ,sia la luce per un domani migliore. Per fare si che questo entri nelle menti va alimentata, e credimi faccio molta fatica, perché io appartengo alla moltitudine che è nata ne l’era fascista, dove gli analfabeti erano la maggioranza, siamo sopravvissuti al fascismo,alla distruzione della guerra, ma il sogno utopico no ci ha mai abbandonato,con sacrificio abbiamo ricostruito l’italia da consegnare hai nostri figli,per un domani migliore. L’ignoranza credevamo fosse la nostra debolezza , ma i fatti ci hanno smentito. Noi senza licenza elementare abbiamo avuto come insegnante l’esperienza, che ci ha fatto capire che le ideologie ,non esistono,sono solo create ad arte dalla classe dominante, per creare fazioni da sottomettere al proprio volere. Ti domanderai ma dove vuole arrivare? Ci arrivo subito, al sogno utopico che se venisse coltivato è l’unica salvezza. L’utopia unica luce per un domani migliore, senza partiti che fanno chiacchiere da 62 anni. Utopia per un popolo coeso ha l’interesse comune, e non dei pochi come avviene da sempre, con la sparizione di tutto ciò che sino ad oggi ci ha ingannato, per suo torna conto. Sfruttando le credenze politiche e religiose, che hanno approfittato dell’ignoranza, per gettare radici cosi profonde del male, da ingannare anche chi ignorante non è, la loro ignoranza è la stupidita dettata dalla loro indolenza. Tutto questo ha fatto il suo tempo,per questo più li lascerete al potere, e più si avvicinerà la fine di tutto, fa da spia la crisi mondiale, creata per cupidigia ,anticamera della fine di tutto. L’unico antidoto è il sogno utopico che diventa realtà, rispecchiando cosi il volere di chi ha creato un mondo perfetto. Dominato dalla gente più imperfetta che esista sulla faccia della terra. L’utopia è il messia del terzo millennio , dove quell’uno per cento che domina il mondo, cederà il passo al nuovo, privo dell’interesse dei pochi ,ha beneficio di tutto il mondo, unito in un solo credo, la fratellanza . scusami se ti ho annoiato, ma noi ignoranti con pochi vocaboli ci ripetiamo allungando lo scrivere per spiegare il nostro pensiero. VITTORIO

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  44. Bel post, Enrico! Hai molte ragioni. Se fossimo in un paese davvero democratico il tuo approccio sarebbe inappuntabile. Il problema è che non siamo in Svizzera e rischia di essere un errore grave comportarsi come se fossimo in Svizzera. Tu li lasci parlare e ascolti le loro ragioni, poi li confuti. Ma loro no. A loro non frega nulla di lasciarti parlare e non frega nulla neppure di confutarti. Non è alla logica argomentativa che sono interessati. Alla destra che in questo paese detiene il potere interessa solo sovrastare e se possibile annichilire l'avversario. A loro non interessa l'analisi e la risoluzione dei problemi, ma solo la competizione in termini distruttivi.

    Ti lasciano argomentare solo in contesti inoffensivi, cioè se rimani nel tuo recinto e parli a chi già è dalla tua parte.
    Notato cosa accade in tv? Gli esponenti di centrosinistra tendono allo stile dialogante e argomentativo, da dibattito. Gli altri mirano esclusivamente a spezzare l'intervento altrui e ad impedire lo svolgimento di qualsiasi ragionamento conclusivo, ripetendo ossessivamente una breve frase preparata a tavolino. Tirano sempre e solo alle gambe e finiscono per far saltare i nervi all'ingenuo di centrosinistra. E il trattamento riservato a Fini con la faccenda della casa di Montecarlo è esattamente la stessa tecnica: ripetizione ossessiva per spezzare ed impedire ogni discorso dell'avversario (e per permettere di rilanciare all'infinito ad altri su altri giornali o tv, tutto concertato).

    Al pubblico televisivo, specie quello più distratto, che ascolta mentre in casa c'è via vai e magari sta facendo zapping (a loro non interessano quelli già convinti e saldi, ma gli incerti, magari meno informati). A quel pubblico arriva solo un generico senso di frammentazione (proprio il contrario dell'argomentazione), cicaleccio, e gli si stampa casomai nel cervello proprio la breve frase ripetuta ossessivamente e null'altro. In ogni caso avranno impedito all'esponente di sinistra di argomentare liberamente e di esporre una parte di possibile pubblico di centrodestra ai ragionamenti potenzialmente persuasivi dell'avversario. Sono comportamenti attentamente studiati a tavolini ai quali i politici di centrosinistra abboccano ingenuamente, senza neppure comprendere la presenza di una precisa strategia.

    In compenso esistono giacimenti elettorali immensi che costoro possono raggiungere mentre noi no, non vi abbiamo accesso, siamo imprigionati nel nostro acquario. A loro (per dare un'idea dei termini immani della questione) basta inviare qualche spot non di partito ma semplicemente "istituzionale" (come si vota, quando, come è fatta la scheda, etc.) durante certe trasmissioni piuttosto che altre per convogliare statisticamente alle urne un certo elettorato anziché un altro, magari un elettorato che è meno informato e ha relazioni sociali e culturali più povere, un elettorato che in altri paesi tende statisticamente a recarsi al seggio più difficilmente e di cui loro conoscono perfettamente l'anagrafica, le propensioni medie e che magari si sono diligentemente coltivati (non è affatto scontato che sia migliore una democrazia con più elevata affluenza media alle urne, tutt'altro; come non è vero che il TG4 conta poco perché lo vedono in pochi: sciocchezze quei pochi sono comunque milioni di persone e sono in prevalenza persone anziane e con più deboli contatti sociali e politici: persone che in molti paesi tendono all'astensione e che invece il TG4 intercetta e rinsalda giorno dopo giorno, senza bisogno di defatiganti porta a porta).

    Noi ci stiamo misurando con questa gente, è gente che gioca sporco e duro. Mai dimenticarlo. Sarebbe bello poter semplicemente argomentare, ma ciò significherebbe che ci troviamo a vivere in una democrazia mediamente collaborativa dove gli eletti nelle istituzioni si sforzano di affrontare i problemi esistenti per i cittadini. Ma così non è in Italia, rendiamocene conto.

    Un saluto e complimenti per il blog (adoravo i dEUS!),
    Paolo

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  45. Anche io lascio parlare per poi confutare, ma mio malgrado la maggior parte degli interlocoturi non ama usare la logica nei confronti; una volta ero convinto anche che bastasse un pò di logica, buona parlantina e buone conoscenze/competenze per sostenere una discussione in politica; oggi lo sono un pò di meno, ma ci provo ancora, solo che all'interlocutore "dici cazzo e capisce palazzo"

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  46. Per prima cosa: grazie a tutti per i commenti. Faccio una risposta unica, sperando di riuscire a cogliere tutti gli aspetti (in caso contrario io son qui, fatemi tutti i rimproveri che volete).

    Penso che invitare Schifani sia stata una pessima mossa. Pessima. Può avere delle ragioni, non è totalmente indifendibile (il post "Il pallone è mio", in cui faccio un po' l'avvocato difensore del PD).
    Perché pessima? Perché devi avere l'intelligenza di saper controllare la situazione. Il PD ha sbagliato tutto: ha bloccato i contestatori, non li ha fatti parlare, li ha trattati alla stregua di violenti.
    Non lo erano, io li capisco e sto con loro, pur non approvando - ma è un'opinione PERSONALE - il metodo dei fischi. Per diverse ragioni - timidezza, compostezza, storia personale - alla festa organizzata dai Giovani Democratici di Budrio a novembre scorso mi hanno fischiato, e vi assicuro che non è piacevole. Ci rimani male, e la volta dopo ci pensi due volte.
    Credo si debbano fare dei distinguo, come tutti dite, e non penso che "porgere l'altra guancia" (ma non è quello il mio pensiero, eh, però la semplifichiamo) sia una soluzione sempre accettabile: l'anno scorso io ho occupato la mia scuola, per fare un esempio.

    Lì il livello di scontro era altissimo. Ci sono state pessimi episodi, con le parole di Cossiga come suprema sintesi: davvero si poteva dialogare con uno come Cossiga? Con Feltri, che diceva a Maroni di mandare la polizia nelle scuole occupate?
    Ecco che tutto cambia.

    Qui però parliamo del Presidente del Senato alla Festa del PD. Renato Schifani è una delle persone peggiori che esistano sulla scena politica italiana, ma non lo si può combattere con i fischi. Schifani andava politicamente umiliato. Ci voleva coraggio: a quel punto l'invito avrebbe acquistato un suo senso.
    C'era Fassino, che è una figura inadatta a fare una cosa del genere.

    Perché fischi no? Perché è quello che vogliono loro. Perché passi dalla parte del torto. Perchè Schifani e Dell'Utri vittime proprio no. Anche se tu che fischi hai ragione, e non sei tu quello con le condanne per associazione mafiosa.

    "Io sono la purezza, e mi chiamano pervertito". Ma ora basta, che hanno ammazzato Vassallo, e il livello di scontro si alza.

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  47. Mi permetto di condividere il tuo post sul mio blog...

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  48. Caro Enrico, ti faccio presente che con questa idea di "non fargli fare [ai berlusconiani] la figura delle vittime", la Sinistra italiana si è giocata gran parte della sua credibilità, negli anni recenti. Figli di quella stessa malattia (la paura di sembrare degli estremisti, avendo il grosso scheletro nell'armadio della provenienza comunista, valida per tutta la dirigenza del PD a parte Enrico Letta e Rosy Bindi, che a mio parere hanno altri problemi) è così successo che quando abbiamo avuto la maggioranza in parlamento per 7 lunghi anni, i nostri governi non hanno approvato una legge sul conflitto d'interessi né una sul riordino del sistema tv.

    Berlusconi controlla le tv e dunque ci fa fare la figura che meglio desidera presso una fetta consistente dell'elettorato a prescindere da ciò che noi facciamo.

    Per dire, i cani da guardia e da riporto di Berlusconi (Belpietro, Minzolini, Feltri, ecc.) hanno avuto l'ordine di addossare al PD la contestazione contro Bonanni a base di "bomba carta" (in realtà si tratta di un fumogeno tirato da ragazzi dei centri sociali, non certo da iscritti al PD) e, credimi, una parte dell'elettorato, una parte non piccola, CREDE a quella versione, se non altro perché è l'unica versione che gli arriva dalla tv.

    In una situazione così compromessa, il PD non può fare errori. Invitare Schifani è un errore, impedire ai galantuomini di Agende Rosse di porgli domande stringenti è un errore, tenerli fuori dall'area dibattiti è un errore. Se poi quelli fischiano a me pare il minimo, ma di certo appellarli come "squadristi" è un enorme errore.

    Un altro errore è mettere sullo stesso piano i fischiatori con i lanciatori di fumogeni. Un altro errore è chiamare questi ultimi "squadristi", usando ancora una volta il termine a cazzo. Alla fine succede che arriva uno psicopatico pericoloso come Brunetta, che ti rende il favore chiamando "squadrista" il PD.

    Ma se poi arriveranno gli squadristi veri, quelli che ammazzano, il PD come li chiamerà? Siamo all'al lupo al lupo.

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