martedì 20 aprile 2010

Eh, vabbè, ma John McClane non scrive per Mondadori (o "Se Feltri mi chiama, io vado")

Ora, dire "avevo ragione" è sempre brutto, ma sì, secondo me "avevo ragione". La polemica Saviano/Mondadori mi fornisce lo spunto per rimettere in fila le cose che penso da sempre.

Silvio Berlusconi è un'anomalia tutta italiana. E' un Presidente del Consiglio che, direttamente o indirettamente, controlla reti televisive, un giornale, un gruppo editoriale, una casa di produzione cinematografica, e forse mi sto pure dimenticando qualcosa. C'è quella cosa che si chiama conflitto di interessi che noi di sinistra abbiamo per troppo tempo ignorato, minimizzato e che "combattiamo" soltanto adesso, con risultati quantomeno demenziali: si pensi a Veltroni che tuona contro l'egemonia mediatica berlusconiana DOPO essersi dimesso da segretario.
Piaccia o no, è innegabile che Silvio Berlusconi abbia una bella fetta dei media italiani, tra cui una delle case editrici storiche di questo paese, la Einaudi - credo ora faccia parte del Gruppo Mondadori, ma potrei sbagliarmi: in ogni caso cambia poco.

Mondadori ed Einaudi sono due case editrici che i libri che decidono di pubblicare li promuovono, e li promuovono bene, e poi, cavolo, un contratto con Mondadori non è certo da disprezzare.
Immagino sia questo che spinge tanti personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica che si definiscono di sinistra - o comunque che ragionano, parlano, strepitano mettendo in mostra la loro propensione all'antiberlusconismo in senso più ampio - a pubblicare con le case editrici della famiglia Berlusconi.
Non si spiega perché ogni volta che guardo la copertina di "Nelle Tue Mani" di Ignazio Marino (che me l'ha anche firmato, gentilissimo) provo quel senso di fastidio nel leggere "Einaudi". Cosa ha spinto Ignazio Marino a pubblicare con Einaudi il suo (interessante) testo? Immagino sia la stessa cosa che permette a Roberto Benigni di far distribuire "Pinocchio" a Medusa.

Queste cose le penso da sempre. E la risposta di solito è sempre quella: "Potresti anche aver ragione, ma la verità è che è tutto suo".
Penso sia una giustificazione molto pigra. Molto stupida. Ecco perché.

Un giovane scrittore al primo romanzo, col suo carico di incertezze, dubbi, timori, speranze può permettersi di pubblicare un libro con Einaudi o, ancor meglio, con Mondadori. Anche se il giovane scrittore è di sinistra: non si possono sprecare opportunità come quelle. Ma che opportunità sprecherà mai una come Luciana Littizzetto a rifiutare un contratto con Mondadori? Perchè nel 2002 Massimo D'Alema doveva spiegarmi come andare "Oltre la Paura" raggiungendo il pubblico tramite la casa editrice del suo principale avversario?

Ma quindi Berlusconi è un editore liberale? Boh, sì, direi proprio di sì: pubblicano tutti con lui e nessuno sembra lamentarsi. Più o meno. C'era uno come Josè Saramago che si lamentava di essere stato censurato dai tipi della Einaudi: si sono rifiutati di pubblicare le pagine più esplicitamente antiberlusconiane. E' così strano, mi chiedo io? E' così inconcepibile, impensabile, che la casa editrice del Presidente del Consiglio non voglia pubblicare pagine contro il Presidente del Consiglio? "Ma non è un vero editore liberale, allora: bisogna criticarlo per questo, non criticare chi scrive" sono anche d'accordo sulla prima parte, ma mi chiedo: e perché? Non è mica obbligatorio essere editori progressisti e liberali. Capita di essere censurati, se si scrive male del premier sulle pagine del premier.

Capiamoci, non c'è niente di "male": è legittimo pensare che la coerenza sia la virtù degli stupidi. Ma se si vuole rimediare ad una situazione poco chiara basta andarsene, che è quello che Roberto Saviano deve assolutamente fare, se vuole uscirne nel migliore dei modi. Oppure si può restare: ma a quel punto lamentarsi non solo non serve, ma è pure sbagliato.

Un bavaglio leggero sulla bocca, un collare stretto non è da rifiutare a priori: ci sono intellettuali e giornalisti a cui calza benissimo da anni.

(Ah, vi avverto ora: se Feltri mi chiama a scrivere di cronaca, io vado)

sabato 17 aprile 2010

Crossroads

Ecco, pur con tutto il disincanto del mondo a volte ci si rimane, soprattutto se prima avevi fatto questo.

lunedì 12 aprile 2010

"Grillini Franco ti ha aggiunto tra i suoi amici di Facebook..."

Io non lo sapevo qualche anno fa che poi facevano Facebook, ma se mi avessero detto "Franco Grillini ti ha aggiunto tra i suoi amici", beh, mi sarei caricato un casino. Dopo un iniziale momento di smarrimento dovuto alla frase un po' così, ovviamente.

(Giornata densa di post!)

Non è sempre facile

Concordare con la pur bravissima Guia Soncini, ma stavolta sì.

"Ci sarà solo un argomento di conversazione"

Christopher Hitchens - uno dei miei personalissimi eroi per quel bellissimo "Consigli a un giovane ribelle" che tanto mi ha aiutato - scrive delle cose molto interessanti su Papa, preti e bambini. Da leggere, anche se in inglese

Update: tra stasera e domani traduzione casereccia!

E' evidente



















Che da queste parti si sostiene convintamente Sergio Staino e la sua (bella) vignetta.


Tags: "RADICARSI, NEL, TERRITORIO"

Nel senso che erano le 7 e 21 minuti del giorno di oggi, il lunedì 12 aprile a noi tutti comune, e io partivo alla volta della zona industriale di Budrio.


Perché lì ci stanno le aziende. Nelle aziende ci lavorano le persone. Le persone che lavorano nelle aziende stanno avendo non poche difficoltà (le stanno avendo anche le aziende stesse, le non poche difficoltà). E allora tu gli vai a dare un volantino, alle persone. Ma non un volantino a caso: un volantino che se lo leggi vedi cosa fa il partito mio, che è il PD (vedi sotto).


Io sono stato davanti alla Giesse col Segretario/Assessore Factotum. Il Segretario/Assessore Factotum si chiama Giulio Pierini, è quello che sta nella foto qui sotto (lontano lontano, che parla, che vicino c'è Marco Orlandi). Ed è uno bravo.
E allora ti svegli contento, perché, come scrive lui su Facebook, sono "alzatacce che portano bene".


E a scuola ci arrivi carico, un po' perché c'è l'arietta frizzante e un po' perché, insomma, forse non serve a niente. Ma forse sì.

Update: ora con più volantini!

Dopo il ritiro dei licenziamenti alla Renopress, UN’OPPORTUNITA’ PER I LAVORATORI DELLA MASIERO

NUOVA RENOPRESS
Lunedì 22 marzo – dopo il tavolo di crisi in Regione a cui hanno partecipato l’impresa, il sindacato dei lavoratori e il Comune di Budrio – sono stati ritirati i 106 licenziamenti della Nuova Renopress.
Si è chiusa così una fase drammatica per i lavoratori, almeno temporaneamente.

MASIERO
Alcuni giorni si è decretato il fallimento dell’azienda affidando al Curatore l’esercizi provvisorio dell’azienda. Dopo mesi di incertezze di preoccupazioni, in questo modo si rende possibile l’acquisizione della fabbrica da parte di nuovi imprenditori, tenendo conto delle professionalità presenti e quindi della qualità del prodotto sul mercato.
Anche in questa situazione la presenza e l’attenzione dell’amministrazione comunale di Budrio hanno dato un contributo importante all’avvio di questo percorso positivo.
Adesso si è aperta una fase nuova e auspichiamo che tutti gli attori in campo continuino a cercare una soluzione stabile per l’azienda e per i lavoratori.

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Mentre dovrebbe affrontare una gravissima crisi occupazionale il Governo tenta di aggirare l’art.18 dello Statuto dei lavoratori:
NAPOLITANO RESPONGE AL MITTENTE

Con la proposta di legge sull’arbitrato di equità PDL e Lega Nord hanno tentato di aggirare l’articolo 18 che impedisce il licenziamento senza giusta causa di un lavoratore. La proposta è stata respinta dal Presidente della Repubblica Napolitano.

PDL E LEGA NORD VOGLIONO:
limitare i diritti e le tutele contrattuali dei lavoratori
privare le imprese di riferimenti certi sul costo del lavoro
indebolire la contrattazione collettiva

NOI VOGLIAMO:
riaffermare i diritti e le tutele dei lavoratori
affrontare le vere emergenze del lavoro
estendere gli ammortizzatori sociali per tutti
sostenere l’occupazione e il reddito
sostenere le imprese meritevoli per uscire dalla crisi

mercoledì 7 aprile 2010

I dischi che mi vergogno: Zwan - Mary Star of the Sea




La nuova rubrica di Sochus: i dischi che mi vergogno. Mi vergogno di amare, di odiare, di aver comprato e di non aver comprato. Tutti qui. Si parte con un peso massimo, poco conosciuto ma davvero massimo.


Lyric
è una delle mie canzoni preferite. Sì, avete capito bene: una delle mie canzoni preferite. Non so esattamente in che posizione, ma se esiste una top ten delle mie canzoni preferite, Lyric ci sta sicuramente dentro.

Quando (non) ho comprato Mary Star of the Sea degli Zwan ero con Eugenio, da Nannucci (RIP). Eravamo in piena euforia Smashing Pumpkins, la recensione di Resident Evil 4 di Zave era uscita da poco e Mellon Collie suonava ancora nelle orecchie. Cercavamo qualcosa di zuccoso, per capirci. Io ero il solito snobbino de sinistra, e quel giorno ho comprato Arbeit Macht Frei degli Area (disco meraviglioso), mentre Eugenio si è accaparrato una copia di Mary Star of the Sea a circa 5€. Gliel'ho consigliato io, ricordando quella canzone lì, Honestly, che spesso passava su Mtv (io guardavo Mtv): I believe, I believe.
Il pelato era quello dei Pumpkins (ma per noi, allora, non era ancora pelato: chissà se Eugenio si ricorda i momenti passati a guardare il libretto di Mellon Collie, chiedendoci quale fosse questo benedetto Billy Corgan.*), e il disco a Eugenio piaceva, a me no.
Poi gli anni passano e le persone cambiano: se oggi ad Eugenio Mary Star non piace più, io un po' me ne sono innamorato.
Torniamo all'inizio, all'inizio del disco: Lyric, dicevo, è una delle mie canzoni preferite. E' un pezzo smaccatamente pop/rock, lontano dalle atmosfere degli Smashing Pumpkins opprimenti, lontano anche da 1979, lontano da tutto ciò che avessi mai sentito. Ma il ritornello è di quelli che rimane in testa, che canticchi in una giornata di sole. Ecco, forse è questo il punto: Mary Star of the Sea è il disco adatto a una giornata di sole. Anche i titoli lo lasciano pensare: El Sol - con l'intro che sembra un pezzo dell'innominabile band di Dolores O' Riordan che mai si riunirà, Endless Summer. E' un disco solare, positivo: ha i suoi momenti un po' più cupi - Of a Broken Heart, Desire - un bel pezzo lungo, suonato benissimo (Jesus, I/Mary Star of the Sea) e almeno un paio di pezzi scemottini. Sì, Baby Let's Rock e Yeah sono proprio due pezzi scemottini.
Difetti? E' un album un po' lezioso, il suo essere solare a volte è un po' forzato, e, cosa non da poco, Honestly ha l'assolo di chitarra più brutto della storia della musica.
Due parole sulla line-up: Billy Corgan è il solito genio mai troppo lodato, Jimmy Chamberlain è un idolo, Matt Sweeney e David Pajo alle chitarre "non so chi cazzo siano", e Paz Lenchantin è la donna che avrei sposato molto volentieri.

*La donna che ha risolto l'arcano si chiama Rita, ed è la babysitter (sì, l'ho scritto, Rita!) più sexy che si possa desiderare, oltre che l'unica che ti passa Pisces Iscariot (o Rotten Apples? boh) e ti impara Erikah Badu, ma sei troppo moccioso per capire.

lunedì 5 aprile 2010

Non torna più

Sacrificata vittima
verso d'amore cerca fiato per non soffocare più
affittasi crepuscoli, balere ad ore piccole
morire la domenica
Chiesa Cattolica
estetica anestetica
provincia cronica
Si vende amore tossico
'ndrangheta e camorra
più Gomorra e meno Sodoma
denunciasi calamità di marijuana e crimine

(I Provinciali, Baustelle)