sabato 21 novembre 2009

La banda elastica di Arcore

[La parte in grassetto è originale, non l'ho modificata per fare vedere cosa pensavo - incazz yourself black. E'"sbagliata", perchè Francesca mi ha spiegato bene il suo discorso, che era piuttosto diverso. Quindi regolatevi: il discorso in neretto è una cazzata]

Oggi sono andato ad Arcore - sì, quel posto lì, nella tana del lupo. C'era una cosa organizzata da Pippo Civati che si chiamava "la banda larga".
Io non avevo capito proprio bene bene cosa fosse, però ero molto fiducioso: l'argomento tecnologico e le somiglianze con MoveOn.org mi avevano fatto ben sperare.
E devo dire che non è andata male, ma siccome sono un grandissimo rompicoglioni vi dirò anche cosa mi ha fatto storcere il naso.
La presentazione iniziale, a cura dei bravi Andrea Mollica e Lorenzo Pregliasco, era un'analisi del voto delle primarie del PD: ben fatta, ma che scontava una lunghezza oggettivamente micidiale. Ma ci stava, ci stava. E poi da lì potevano nascere diversi spunti interessanti, riflessioni che, però, non sono state fatte. O non sono state portate a compimento.
Superata la fase "statistica", Elisabetta Ambrosi ha parlato dei giovani (ci ha scritto un libro sopra, che è molto carino e si chiama "Non è un paese per giovani"). E molte cose che ha detto erano condivisibili e dette con passione, anche se ritengo che si sia rischiato un po' l'effetto freak-show: questi "giovani" sono una specie di entità indefinita, impaurita, confusa, incapace di reagire. Che è anche vero, non si può dire di no, ma forse dovremmo fare un salto in avanti e, oltre ad analizzarli, questi "giovani", aiutarli, pensare a un nostro "piano", un nostro progetto - nostro nel senso di PD. A proposito, ma oggi c'era il PD?
Tito Boeri assente.
Progetti: vi invito ad informarvi sull'interessante Yes We Campus e farvi un giro sugli Insostenibili, due belle iniziative che spero proseguano senza particolari intoppi.
Facedem e Circoli Virtuosi. Io non ne capisco fino in fondo l'utilità. Il primo è un social network sul modello di Facebook (cercatemi, io sono iscritto dalla fase beta), il secondo... Il secondo è una cosa che dovrebbe servire a chi è dentro al PD, ai Circoli, per mettere in comune progetti, idee, persone, con anche una sezione Offro/Cerco, dove chi ha determinate competenze le mette a dispozione di tutta la rete.
Ecco, mi chiedo se il futuro del Pd via Web passi attraverso un motore di ricerca e una piazza virtuale. Se non valesse la pena presentare anche un progetto (torno sempre lì, mi piace sta parola) per avvicinare alla rete chi non ha dimestichezza, una difesa dagli attacchi della maggioranza, un'alfabetizzazione.
Ma io mi sbaglio. Perchè secondo Francesca Terzoni ormai tutti usiamo il PC e l'iPhone. Il mondo sta cambiando, e chi si ferma è perduto.
Sarò sincero, quel discorso non mi è piaciuto per nulla. Non condivido questa visione della tecnologia - e io sì, che sono giovane: e io, con la tecnologia, ci sono nato- ma più in generale questa visione del mondo - chiusa, elitaria, "salottiera".
Ci sono rimasto male quando ha detto che è sbagliato e anacronistico "parlare di padroni e operai. Chi sono questi padroni, questi operai?". Te lo dico io, Francesca, te lo dice un giovane che il PCI e la DC non li ha nemmeno conosciuti: i padroni sono quelli che portano in Italia un mucchio di soldi - coperti dallo scudo fiscale powered (anche) by PD, gli operai quelli che muoiono cadendo dalle impalcature.
Forse, prima di dire cose del genere, è necessario un giretto in una fabbrica. E poi facciamo un bel liveblogging con l'iPhone, ovviamente.

L'errore più grosso, a mio parere, è stato presentare tanti contenitori ma pochi contenuti. Propongo umilmente a Pippo Civati di pensare a un manifesto concettuale: schiariamoci le idee. Cosa pensiamo della rete?
Nei prossimi giorni scriverò quello che ne penso io, e lo porterò alla prossima riunione della Banda Larga.
E.